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Michelangelo Buonarroti: la Pietà e il David.

  • Immagine del redattore: Carmelo Romato
    Carmelo Romato
  • 30 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Michelangelo fa parte di quello che viene definito Tardo Rinascimento, la fase del Cinquecento che Vasari definisce "maniera moderna" e che rappresenta l' Età della perfezione! Questo straordinario artista è famoso sia per la pittura che per la scultura ed in questo nostro viaggio partiremo proprio dall’analisi di una sua opera realizzata a soli 23 anni: la Pietà.


Pietà di Michelangelo
Michelangelo, Pietà Vaticana, 1498-1500 - 1,74 x 1,95 m. Basilica di San Pietro, Roma.

La Pietà di Michelangelo fu realizzata su commissione del cardinale francese Jean Bilhères de Lagraulas per la Cappella di Santa Petronilla, annessa alla vecchia Basilica di San Pietro. Oggi questa scultura fa parte della Nuova basilica di San Pietro.

Per realizzarla Michelangelo si recò personalmente alle cave di marmo di Carrara per scegliere il blocco sul quale lavorare. La #Pietà rappresenta Maria che tiene in braccio il Cristo morto. Entrambi sono molto giovani ed il loro viso appare sereno. Michelangelo sceglie di rappresentare il volto di Maria più giovane di quanto non dovesse essere nella realtà al momento della morte di Gesù (la Donna avrebbe avuto circa 50 anni).

La mano destra della Madonna è aperta, sottolineando l’accettazione del proprio destino. Le due figure creano un insieme armonioso la cui composizione è piramidale. La grandezza di quest'opera risiede nell'emozione che ogni parte del corpo di Maria e Cristo trasmettono, nella capacità di Michelangelo di imprimere il dolore e l'accettazione di una madre che tiene tra le braccia il figlio morto.

Pietà di Michelangelo, struttura compositiva piramidale, triangolare
Michelangelo, Pietà Vaticana - struttura compositiva piramidale

La maestria di Michelangelo, oltre che nella realizzazione dei volti e delle membra di Cristo e di Maria, è percepibile dal realistico e classicheggiante panneggio che veste Maria e sul quale Cristo è poggiato. L'ispirazione di Michelangelo è da ritorvare nel panneggio dipinto da Leonardo nella sua Annunciazione.

Pietà di Michelangelo, ispirazione dei panneggi nell'Annunciazione di Leonardo Da Vinci
Michelangelo, Pietà Vaticana e Annunciazione di Leonardo Da Vinci - particolare panneggi

Pensare che sia scolpito da un blocco di marmo sembra quasi impossibile!

Per Michelangelo la scultura è “l'arte del levare”, cioè "togliere": Michelangelo afferma che il blocco di marmo contenga già la forma finita della scultura e che l'artista debba eliminare il superfluo marmo circostante per rivelarla! Ecco perchè sceglie personalmente il marmo: è come se riuscisse a visualizzare la scultura finita nel blocco di pietra prima ancora di inziare a scolpire.


Oggi questa scultura è racchiusa in una teca di vetro blindato perché nel 1972, un geologo squilibrato ungherese oltrepassò la balaustra e la prese a martellate! Tutte le parti distrutte furono ricostruite grazie all'esistenza di un calco in gesso della scultura Michelangiolesca.

La Pietà è l'unica opera di Michelangelo a presentare la sua firma. Lungo la fascia che attraversa il petto della Madonna appaiono le parole: "MICHAEL.ANGELVS.BONAROTVS.FLORENT.FACIEBAT", cioè “realizzato dal fiorentino Michelangelo Buonarroti”.

Pietà di Michelangelo, firma
Michelangelo, Pietà Vaticana - dettaglio della firma di Michelangelo sulla fascia di Maria
David di Michelangelo
Michelangelo, David, 1501-1504 - Firenze, Galleria dell’Accademia.

Scolpito da un enorme blocco di marmo per esser collocato nella piazza del Duomo di Firenze, il David rappresenta l’eroe prima dello scontro con Golia, in un momento di concentrazione, simbolo di razionalità e virtus. David riuscirà infatti ad abbattere il gigante Golia grazie all'astuzia e all'intelletto e non grazie alla forza bruta. Per le virtù morali incarnate dal David e per il modo in cui il suo corpo è rappresentato, nel momento che precede l'azione, questa scultura rappresenta un perfetto modello di ispirazione classica, da ricercare nel Doriforo di Policleto.

Doriforo di Policleto di Argo
Policleto, Doriforo, copia Museo Archeologico nazionale di Napoli.

L'espressione del David è intensa e profonda: le sopracciglia aggrottate e gli occhi proiettano l’attenzione verso l’orizzonte, come se il nemico fosse già lì, davanti a lui.

La bocca è serrata in una tensione trattenuta. Non c’è azione, ma attesa e proprio in questa attesa si concentra tutta la forza dell’opera.

Il braccio destro scende lungo il corpo, teso, con vene in rilievo, mentre la mano stringe il sasso col quale David colpirà Golia. Il braccio sinistro, invece, si piega per sostenere la fionda sulla spalla.

A prima vista il David sembra un perfetto ritorno alla scultura classica.Il corpo è ideale, armonico, quasi “apollineo”. Ma non è una semplice imitazione dell’antico: è una reinterpretazione carica di tensione psicologica.

La figura è impostata secondo il contrapposto, con il peso che grava sulla gamba destra mentre la sinistra resta libera e leggermente flessa. Questo genera il cosiddetto chiasmo: un equilibrio dinamico in cui le parti del corpo si oppongono in modo incrociato. Se una gamba è portante, il braccio opposto è rilassato, e viceversa.

Questo schema, già presente nel Doriforo di Policleto, viene ripreso da Michelangelo ma reso più vivo, più instabile, più umano.


Il David è alto 5,17 m (incluso il basamento di 1,08 m) e pesa 5 tonnellate. Trasportare il colosso per 600m fu una vera impresa: ci vollero 4 giorni, 40 operai e si dovette abbattere un muro del cortile.

Oggi nella Piazza della Signoria è presente una copia della scultura mentre l’originale è custodita nella galleria dell’Accademia di Firenze.

artefatti. by carmelo romato

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© artefatti.    created by Carmelo Romato

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